Gli ospiti del Koinonia in vacanza a Pinarella di Cervia: mare, sole, divertimento e molto di più
La Fondazione eroga i propri servizi attraverso l’Istituto di Riabilitazione Angelo Custode, il Centro Polifunzionale Scala di Giacobbe e una Rete di Consultori attivi nella città di Bergamo e in provincia.

E' stata una bell'esperienza per loro ma anche per gli operatori che li hanno accompagnati. Parliamo dei quattro ospiti del CDD Koinonia di Fondazione Angelo Custode che hanno appena trascorso qualche giorno di vacanza a Pinarella di Cervia, accompagnati da tre operatori del Centro. Una vacanza vera, divertente. Per tutti. Anche per il ragazzo che, alle disabilità cognitive, somma quelle fisiche che lo costringono sulla sedia a rotelle. Certo, la costiera romagnola ha aiutato, ricca come è di servizi per persone disabili, come la speciale sedia a rotelle per andare in spiaggia e... per entrare in acqua.
Allegria insieme
Quattro giorni intensi e insieme rilassanti. Quattro giorni di divertimento e allegria che hanno permesso di "staccare" dalla routine quotidiana del CDD e della famiglia. E sono stati un successo da tutti i punti di vista. Anche da quelli educativi. I ragazzi - ci piace chiamare così gli ospiti del Koinonia anche se alcuni di questi sono un po' avanti con l'età - hanno potuto applicare le abilità acquisite in ambienti del tutto diversi dal solito. Contesti diversi con persone diverse e stimoli diversi - uditivi, visivi e ambientali - hanno rappresentato una bella sfida. Perché sembra facile attendere in coda, stare in ambienti affollati e non conosciuti, senza i soliti punti di riferimento e magari incontrando anche persone poco educate. Per loro non lo è ma ci sono riusciti. E bene.
Sveglia al mattino e colazione a buffet. Pulizia dei denti, terapie per chi ne doveva prendere e poi... il costume. A quel punto, a piedi fino alla spiaggia. Qui sdraio e ombrelloni. Proprio come tutti, in mezzo a tutti. E poi passeggiata, bagno e relax. Senza dimenticare la partecipazione al "risveglio muscolare", attività organizzata dagli animatori della spiaggia. Quindi ritorno al villaggio con pranzo, doccia e riposo fino all'ora dell'aperitivo. Sul lungomare, naturalmente!. La cena e poi in giro per il paese. Ogni giorno una serata a tema mai persa.
E pure i giri sulle giostre. Tutti i ragazzi e tutti gli educatori. Un'esperienza normalizzante, si dice in gergo. Un' esperienza straordinariamente bella, diciamo noi. Esperienza e impresa allo stesso tempo per chi ha limiti cognitivi e fisici. Ancora una volta, la prova che nella disabilità c'è normalità. E che spesso siamo noi a pensare che certi limiti siano insuperabili.
Abbiamo anche un video che rende bene l'idea: https://youtube.com/shorts/d6SouaKEIv8?si=XaGW3HVAI2A1Plfu
Una vacanza iniziata già con il viaggio di andata e finita con quello di ritorno. Due viaggi impegnativi, di oltre tre ore in pulmino e che sono diventati essi stessi vacanza. All'andata nessuna sosta perché erano attesi per il pranzo. Merenda e bevande "a bordo". Al ritorno, sosta-ristoro in Autogrill senza alcuna difficoltà.
Divertimento e non solo
Gli educatori hanno tratto spunti di riflessione importanti. Come quelli emersi osservando Giacomo (nome di fantasia) che, in sede, adotta spesso comportamento disadattivi e provocatori e, da qualche tempo, ha fatto sorgere il dubbio che possa avere perso alcune delle sue abilità. Al mare è venuta fuori l'altra parte. Giacomo si è relazionato con gli educatori quasi come se fossero amici e non ha avuto alcun comportamento provocatorio. E, sicuramente favorito dall'ambiente diverso, ha dimostrato che non ha perso nessuna delle sue capacità di comunicazione. Un ambiente diverso, appunto, meno strutturato, vacanziero, dove tutti sono stati meglio del solito.
Nel programmare questa esperienza, gli operatori del Koinonia avevano predisposto un piano educativo che hanno sintetizzato in un documento. Il piano, scrivono, "si allinea con una visione centrata sull’individuo e sui suoi bisogni, cercando di stimolare la persona a raggiungere livelli più alti di autonomia, inclusione e benessere".
"Questo approccio mira a promuovere una crescita armoniosa e personalizzata, dove la persona con disabilità diventa protagonista del proprio percorso di sviluppo, nonché emotivo. L’intervento educativo è finalizzato alla gestione del cambiamento, favorendo l’adattamento delle persone a nuove esperienze, insegnando loro come affrontare e regolare emozioni e comportamenti in modo funzionale. Il progetto si fa carico delle sfide e delle difficoltà legate alla disabilità, ma al contempo si propone come un’opportunità per vivere esperienze significative che arricchiscono e completano la vita della persona".
E gli operatori ci hanno anche fatto sapere che "durante la vacanza, hanno avuto la possibilità di osservare e conoscere i ragazzi in contesti non strutturati e di vita quotidiana. Il piccolo gruppo ha permesso ai ragazzi stessi di entrare in stretto rapporto tra di loro, conoscendo aspetti caratteriali e personali nuovi di loro stessi e degli operatori. Per questi ultimi, è stato bello osservare come i ragazzi si sono rapportati tra di loro e pure con persone sconosciute. Inoltre, il contesto non strutturato e rigenerante ha fatto emergere ancor di più le loro potenzialità rispetto alle loro fragilità; e questo è il regalo più grande che ognuno dei ragazzi, ma anche degli operatori, si è portato a casa".
E poi ci sono le foto...







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