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Due Piedi Sinistri: la forza dell’inclusività

La Fondazione eroga i propri servizi attraverso l’Istituto di Riabilitazione Angelo Custode, il Centro Polifunzionale Scala di Giacobbe e una Rete di Consultori attivi nella città di Bergamo e in provincia.

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ll 7 dicembre Bergamo è stato il cuore pulsante della prima edizione di Due Piedi Sinistri, l’evento promosso dall’Ufficio Pastorale della Disabilità e dal CSI, con il supporto della Fondazione Angelo Custode ed il sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca e del Comune di Bergamo. Una giornata interamente dedicata allo sport come spazio di incontro, di partecipazione e di inclusione, capace di abbattere barriere e di unire persone, competenze e realtà molto diverse tra loro. Per un giorno intero la città si è trasformata in un grande campo di gioco aperto a tutti, grazie alle quattro location coinvolte quali la Palestra Olimpia, l’Urban Ski Lab, l’esterno della Cittadella dello Sport, la Palestra Tennis CSI  e l’Oratorio di Monterosso, dove tantissime associazioni hanno animato un programma ricchissimo di attività: torball, calcio totale, tennis in carrozzina, basket in carrozzina, tiro con l’arco, camminata con joëlette, scherma, tennis da tavolo, scacchi, sitting volley, basket unificato, baskin, calcio a 5 special, sci. Una varietà sorprendente di discipline che ha permesso a chiunque, indipendentemente dalle proprie abilità, di sperimentare, divertirsi, superare limiti e sentirsi parte di una stessa grande squadra. La presenza del Vescovo di Bergamo, Monsignor Beschi e dell’assessore alle Politiche sociali, Salute e Sport, Marcella Messina, ha dato ulteriore significato alla giornata: entrambi hanno scelto di mettersi in gioco in prima persona partecipando a un’attività sportiva, un gesto semplice e allo stesso tempo simbolico, capace di affermare con forza il valore dell’inclusione vissuta concretamente. Due Piedi Sinistri ha mostrato quanto lo sport possa essere un ponte tra le persone e quanto, quando una comunità decide di unirsi, nessun ostacolo sia davvero insuperabile. Una giornata intensa, partecipata e ricca di emozioni che non solo ha fatto squadra, ma ha raccontato con grande chiarezza come lo sport sia la chiave di volta per l’inclusività. 

 

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